venerdì 9 dicembre 2011

Il marito della peperonata

Peperonata.

Oggi un contorno, e che contorno, oh mamma che contorno. La peperonata, ah la peperonata, mitica la peperonata, facile la peperonata. Prendi i peperoni, tagliali in sottili striscioline. Sminuzza anche una cipolla e qualche pomodorino. Butta tutto in padella con olio, aggiungi sale (Q.B) e dopo un po' aggiungi acqua e lascia cuocere in umido. Quando i peperoni sono cotti fai asciugare l'acqua in eccesso et voilà, sono pronti: guarnisci con qualche foglia di profumato prezzemolo e scorza di limone e prepara il palato a questa tradizionale quanto sempre sorprendente esperienza. Wow!



Il marito della parrucchiera
di Patrice Leconte

Io e Antoine, il protagonista di questo bel film francese, abbiamo qualcosa in comune. La passione per le rotondità generose delle donne innanzitutto. Inoltre entrambi, adolescenti, andavamo a tagliare i capelli da una parrucchiera. Terzo, tutti e due abbiamo grandi sogni nel cassetto. Ma lasciamo perdere, torniamo al film: come avrete intuito è la storia di Antoine, un ragazzetto di dodici anni, che adora farsi tagliare i capelli dalla parrucchiera del paese; adora il profumo di colonia del negozio, adora le mani di lei che passano tra i suoi capelli e, massima sensazione erotica, la vista di un suo seno, in un caldissimo giorno d'estate. Così decide che da grande sposerà una parrucchiera. Il padre gli ha insegnato che la vita, tutto sommato, è semplice, perché basta desiderare ardentemente qualcosa affinché si realizzi. Se ciò non accade, significa che non si è desiderato abbastanza. E, infatti, per Antoine, non c’è sogno irrealizzabile e, a cinquant’anni, sposa la parrucchiera Mathilde, interpretata da un'incantevole Anna Galiena. La loro è una storia di una passione che travolge, che inebria i sensi, un’apologia del piacere, del desiderare e dell’essere desiderato. Sullo sfondo il sempre eterno timore: che un giorno tutto possa finire. Ma fa nulla. C'est l'amour. C'est la vie.

lunedì 21 novembre 2011

Riso in concerto

Riso cosmopolita.
Come quando hai voglia di viaggiare, e ti chiedi dove andare, in India a cercare te stesso o in campagna dietro casa tua a fare due passi. Come quando hai voglia di qualcosa di diverso, di cambiare, di stravolgere i tuoi riferimenti. Come quando non sai che musica ascoltare,  Cajkovskij o Bob Marley? O entrambi?
Così il Curry, le bietole e le patate vengono a fare da sezione ritmica al riso solista. L'orchestra è servita.
Bietole & Patate: taglia le bietole e le patate ben lavate e mettile a sbollentare in acqua salata per dieci minuti. Scolale e completa la cottura in padella con olio, aglio e pepe. Pronte.
Pollo al curry: taglia il petto di pollo a tocchetti, inebrialo tocchetto dopo tocchetto di farina e metti a friggere in olio ben caldo. Non appena il pollo inizia a colorarsi aggiungi mezzo bicchiere d'acqua, il curry ed il prezzemolo. "Cuoci fino a quando l'acqua si trasforma in una cremina" - The master chef - ed è pronto.
Riso bollito: fai bollire il riso in acqua salata. Quando è cotto scolalo e aggiungi olio e pepe nero.
Servi le tre pietanze in un unico piatto e gustali mischiando i sapori.




Il concerto
di Radu Mihaileanu

Dopo una lauta cena, senza nemmeno il tempo di digerire, sistemiamo i cuscini, abbassiamo le luci, il divano è pronto. Stasera tutti d'accordo: si vede Il concerto, promosso con grande entusiasmo da Mariano e accolto con grande favore da Giulia. Al signor Mihaileanu, già regista del molto bello Train de vie,  piace mettere in scena storie di fughe che accettano la simulazione e invitano all'imbroglio, e poco importa essere onesti quando si è animati da oneste aspirazioni. La storia è questa: un direttore d'orchestra del Bolshoi, silurato nella Russia di Breznev per aver osato difendere i suoi musicisti ebrei e ridotto a fare l'inserviente, intercetta un fax indirizzato alla direzione del teatro. Il fax recita che il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Andreï Filipov concepisce la vendetta e il suo riscatto di artista, riunisce i componenti della sua vecchia orchestra e li conduce sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Il tutto raccontato con un umorismo sottile e beffardo.
Una battuta del film dice: "Pensaci, cos'è un concerto? Tante persone che si uniscono per un unico obiettivo, trovare l'armonia, questa è la musica, è la musica il vero comunismo!". L'indissolubile legame che stringe finzione, fuga e libertà, passa questa volta attraverso la musica classica e in particolare le partiture popolari (e per questo avversate dai gerarchi del comunismo) di Cajkovskij. Ed è un crescendo continuo fino al Concerto per Violino e Orchestra, diretto da Filipov nell'epilogo e metafora evidente della relazione tra il singolo e la collettività. 
E poi alla fine scopro che il mimetismo degli ebrei sul quale lavora da sempre Mihaileanu è un tema che egli stesso conosce molto bene, il padre si chiamava Buchmann: cambiò cognome per non passare troppi guai nella Romania prima filo-nazista, poi comunista.
Ringrazio Mariano. Anche Giulia è soddisfatta. Davvero due ore ben spese.

mercoledì 2 novembre 2011

Tanguy al forno

Timballo e t'inforno.
Ricetta domenicale svuota-frigo. 
Hai presente quando la domenica ti svegli tardi e hai voglia del calore di un piatto della mamma? E hai presente quando la mamma non c'è? E ancora, hai presente quando ti metti di buon grado e dici:" Ora cucino io", vai verso il frigo, lo apri e non trovi che scampoli di nulla? Ricetta che risolve problemi. In frigo abbiamo trovato: un ciuffo di cicoria, una zucchina in coma, un uovo, del formaggio e qualche cima di broccolo. Inizia preparando un uovo sodo. Taglia la cipolla e saltala in padella, aggiungi la zucchina tagliata a cubetti e mezzo bicchiere d'acqua. Subito i broccoli e un altro bicchiere d'acqua. Metti il coperchio e lascia cuocere. Il broccolo sarà il tuo timer, quando è quasi pronto aggiungi la cicoria e un po' d'acqua se è il caso. Ultima la cottura. Vai con i rigatoni. Scolali al dente e unisci con tutto il condimento. Prepara una teglia e disponi uno strato di pasta, aggiungi l'uovo ed il formaggio e copri con un altro strato di pasta. Ricopri con besciamella se ti va (magari fatta da te, ci vuole un attimo, basta googlare), spolvera con pangrattato e parmigiano e inforna per circa un quarto d'ora. Forse hai svuotato una cucina ma la soddisfazione del palato è ineccepibile. E poi domani è lunedì.


Tanguy
di Etienne Chatiliez
Se invece mamma c'è a prepararti il pranzo della domenica, alla sera dovresti vedere questo film: Tanguy. Un film che magari non rimarrà nella Storia del Cinema ma che sicuramente fa trascorrere quasi due ore di buon umore, strappando più di una risata. Il soggetto è ispirato ad un fatto di cronaca ovviamente italiana. Tanguy sembra un figlio perfetto: intelligente, sveglio,  affascinante e con una tesi in cinese da finire. L'unico problema? Vive ancora con i genitori. Che sono gli unici ad accorgersi del problema. E a volerlo fuori dai piedi. Chi vincerà? Film che fa satira sul problema dei giovani che, nonostante un lavoro e la possibilità di essere indipendenti, restano attaccati alla mamma e alla casa. D'altronde con loro è tutto più facile.

martedì 25 ottobre 2011

La sposa ripiena

Peperoni ripieni. E poi succede che una sera Totino viene a cena e dice: "Cucino io!!" ed ecco questa ricetta. Taglia la cipolla finemente e saltala in padella. Aggiungi la zucca dopo averla tagliata a cubetti e fai cuocere per dieci minuti. Solo ora aggiungi la carne tritata e fai cuocere a fuoco medio fino a che tutto sia ben cotto. Adesso puoi aggiungere il formaggio. Prendi i peperoni e svuotali. Sbollentali, riempili del ripieno e inforna tutto per mezz'ora.

                                                                                                                                                                   La sposa turca                                                       di Fatih Akin                                                              Ho visto La sposa turca al cinema quando uscì nel 2004, e ne rimasi colpito. Qualche giorno fa lo vede Verenella e dice che è un bel film, io annuisco nonostante ricordo solamente i colori e le musiche e Giulia e Ciccio lo vogliono vedere. Io invece stasera ho voglia di un film nuovo, inedito per me. Indovinate che film vediamo? La sposa turca, che a distanza di sette anni mi piace ancora. E' la storia di Cahit, fragile e tenero dietro quelle rughe e quello sguardo da duro, e Sibel, vent'enne dolce e un po' fuori di testa. Hanno in comune che sono tutti e due turchi, immigrati di seconda generazione, nati in Germania. Ed entrambi sono sopravvissuti ad un tentativo di suicidio. Sibel, musulmana, organizza un matrimonio di convenienza per sfuggire dalle oppressioni della famiglia, incontrando l'iniziale renitenza di Cahit. Depressioni in corso, radici alle spalle che pesano e legano, bevute, sniffate e sesso senza senso. Fin quando arriva l'amore, quello bello, grande e disperato. Ma arriva in ritardo. Film girato in un'Europa in cui è difficile distinguere Amburgo da Istanbul, dove le culture sono mescolate, tra tradizioni e modelli che per i due protagonisti sono oramai senza significato. Ottimo film. Fantastica la colonna sonora, con l'orchestra che ci accompagna per tutto il tempo dalla riva del Bosforo. Dimenticavo: Giulia è rimasta sveglia per tutto il film. Da vedere.

venerdì 21 ottobre 2011

Lasagna impossibile

Lasagne con ragù di soia. Per iniziare prepara il ragù. Reidrata la soia granulare in acqua bollente salata, scolala dopo dieci minuti e strizzala. Prepara carote, sedano e cipolla tagliate finemente, soffriggi il tutto e dopo qualche minuto aggiungi la soia. Rosola tutto con il vino e quando questo è evaporato aggiungi la passata di pomodoro tenendo conto che la soia assorbe molto. Aggiungi sale, una punta di zucchero e gli aromi. Lascia cuocere per almeno un ora, mescolando di tanto in tanto. Adesso sbollenta le lasagne e disponine uno strato in una teglia ben oleata. Alterna a uno strato di lasagne uno di ragù aggiungendo formaggio. Ultima con una cascata di parmigiano e inforna per circa mezz'ora.



 



 











Delirious - Tutto è possibile
di Tom DiCillo

DiCillo è un regista pressochè sconosciuto, ma per molti anni è stato il maestro della fotografia dei film di Jim Jarmush. E sa fare cinema. In questo film scorre sotto la sua analisi al microscopio il mondo dello spettacolo con tutto il suo contorno di squallore. Il solito acido Steve Buscemi è un paparazzo in crisi di identità e di lavoro, Michael Pitt un giovane senza tetto che vive con il desiderio di diventare un attore famoso, Alison Lohman è K'Harma Leeds, pop star per eccellenza, un incrocio Paris-Britney senza talento. Le loro vite si incontrano e si intrecciano e ne vien fuori un film davvero gradevole. 
 

domenica 16 ottobre 2011

Conchigliette Nouvelle Vague


Conchigliette in crema di piselli.

Per prima cosa prepara la crema. Trita bene la cipolla e saltala. Poi aggiungi i piselli e un po' d'acqua. Fai cuocere fino a che non diventano ben teneri. Frulla tutto fino ad ottenere un composto vellutato. Cuoci la pasta e unisci il tutto ingentilendo il piatto con un pizzico di grana e un filo d'olio.


    


 

Jules et Jim.
di Francois Truffaut.


Con questo film si fa un salto nella storia del cinema. Uno dei manifesti della Nouvelle Vague e della trasgressione femminile. Al centro di tutto l'amore. Un francese folle amatore, un austriaco che non ci sa fare con le donne e poi...e poi c'è lei, Jeanne Moreau. Prima parte ad un ritmo forsennato, poi si rallenta e si riflette. Poi la tragedia.

venerdì 14 ottobre 2011

Arancini con la pistola.

Arancini zucca & salsiccia.

Ricetta d'avanzi.
In principio era risotto.
Aggiungi formaggio, fantasia e una fantastica panatura.
Un salto nella farina, uno nell'uovo, ultimo nel pangrattato.
Poi friggi.


    
 

   














La ragazza con la pistola.
di Mario Monicelli.

Capolavoro caldo e passionale. In salsa siciliana.
Passaporto, pistola, la foto del traditore e l'icona di San Giovanni all'ombra di un omicidio che deve succedere.
La dolcezza della Vitti, il fascino di Giuffrè, il talento straordinario di Monicelli. Un film perfetto. Fino alla beffa finale.