Il leit-motive di quest'estate, un entrèe che ha riscosso un successo inimmaginabile, un piatto fresco, colorato e gustoso. Una ricetta facile facile dall'esito sorprendente: taglia una cipolla piccola, un pezzettino di sedano, circa otto carote e una patata e salta tutto velocemente in padella con olio e sale. Adesso aggiungi un po' d'acqua salata e fai cuocere. Quando le carote sono cotte frulla tutto con un frullatore ad immersione fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungi della scorza di limone grattugiata e del prezzemolo tritato. Una spruzzata di peperoncino macinato ed è pronto per essere servito a tavola, tiepido o freddo, accompagnato da crostini di pane.
Le donne del 6° piano
di Philippe Le Guay
Questa volta il ringraziamento sale tutto lo stivale e arriva fino a Milano, fino a Naemi, che ci ha imposto la visione di questo Le donne del 6° piano, nelle sale lo scorso anno.
Dovete sapere che nei palazzi borghesi di Parigi, costruiti alla fine dell’Ottocento, il sesto piano aveva i soffitti più bassi ed era riservato ai domestici che lavoravano dal quinto in giù. Oggi sono mansarde che valgono qualche miliardo di euro ciascuno, ma un tempo parlare delle «donne del sesto piano» era qualcosa di ammiccante e peccaminoso. È quanto accade, negli anni ’60, a Jean-Louis, un agente di cambio dal carattere molto rigido che scopre, proprio nel sesto piano del suo palazzo, una banda di cameriere spagnole molto esuberanti. Dopo che la moglie litiga per l'ennesima volta con la governante bretone questa se ne va e la coppia decide di assumere una nuova cameriera, Maria, appena arrivata dalla Spagna. Grazie a Maria, Jean-Louis scopre il mondo di queste donne che vivono in camere minuscole e senza servizi conservando nonostante ciò l'allegria e il buonumore, si affeziona a loro e le aiuta a risolvere alcuni piccoli problemi.
È un film che parla di immigrazione, di solitudine, di amore, di amicizia, di sofferenza, di incomunicabilità, di pregiudizi duri da abbattere e di comunità che diventano famiglie allargate.
Il cinema francese ha, tra le qualità da riconoscergli, quella di saper portare sullo schermo commedie la cui apparente leggerezza si rivela tale da farle apprezzare dal pubblico più vasto ma che, osservate con attenzione, si rivelano più significative di quanto non appaia a un primo sguardo superficiale.
Da sottolineare le grandi prove di Fabrice Luchini, uno dei miei attori preferiti, e Carmen Maura, una delle attrici preferite da Almodovar. Un film gustoso e fragrante come un sacchetto di popcorn caldi, salati e fumanti.
Le donne del 6° piano
di Philippe Le Guay
Questa volta il ringraziamento sale tutto lo stivale e arriva fino a Milano, fino a Naemi, che ci ha imposto la visione di questo Le donne del 6° piano, nelle sale lo scorso anno.
Dovete sapere che nei palazzi borghesi di Parigi, costruiti alla fine dell’Ottocento, il sesto piano aveva i soffitti più bassi ed era riservato ai domestici che lavoravano dal quinto in giù. Oggi sono mansarde che valgono qualche miliardo di euro ciascuno, ma un tempo parlare delle «donne del sesto piano» era qualcosa di ammiccante e peccaminoso. È quanto accade, negli anni ’60, a Jean-Louis, un agente di cambio dal carattere molto rigido che scopre, proprio nel sesto piano del suo palazzo, una banda di cameriere spagnole molto esuberanti. Dopo che la moglie litiga per l'ennesima volta con la governante bretone questa se ne va e la coppia decide di assumere una nuova cameriera, Maria, appena arrivata dalla Spagna. Grazie a Maria, Jean-Louis scopre il mondo di queste donne che vivono in camere minuscole e senza servizi conservando nonostante ciò l'allegria e il buonumore, si affeziona a loro e le aiuta a risolvere alcuni piccoli problemi.
È un film che parla di immigrazione, di solitudine, di amore, di amicizia, di sofferenza, di incomunicabilità, di pregiudizi duri da abbattere e di comunità che diventano famiglie allargate.
Il cinema francese ha, tra le qualità da riconoscergli, quella di saper portare sullo schermo commedie la cui apparente leggerezza si rivela tale da farle apprezzare dal pubblico più vasto ma che, osservate con attenzione, si rivelano più significative di quanto non appaia a un primo sguardo superficiale.
Da sottolineare le grandi prove di Fabrice Luchini, uno dei miei attori preferiti, e Carmen Maura, una delle attrici preferite da Almodovar. Un film gustoso e fragrante come un sacchetto di popcorn caldi, salati e fumanti.









